Il mio orario di ricevimento è il martedì dalle 11.00 alle 13.00, palazzo Giusso IV piano, aula 14. Eventuali cambiamenti di orario saranno comunicati su questo blog.
Cominciare a scrivere un lavoro di tesi per voi studenti che non avete scritto quasi niente negli ultimi tre anni durante i quali avete per lo più letto non sarà facile.
Ovviamente ci sono anche studenti particolarmente dotati che riusciranno prima a entrare nella modalità di scrittura di una tesi di laurea. La tesi di laurea segue tutta una serie di regole più o meno implicite di scrittura che la rendono molto diversa da un tema e anche molto diversa dallo stile giornalistico. Questo significa che imparare a scrivere in questo stile sarà per molti forse equivalente allo sforzo dello studente mancino a cui viene forzatamente imposto di scrivere con la destra. Non viene, la mente non è abituata, continua a sbagliare tono e si soffre anche un pò. Come lo so? Lo vedo succedere continuamente. Tuttavia per quanto doloroso, troverete una volta che avrete imparato a entrare nello stile, che dà molte soddisfazioni. Perché non è solo uno stile, è un modo di pensare e di ragionare molto cauto, ponderato ma che può anche essere molto espressivo e addirittura poetico.
In primo luogo, la premessa inesorabile che nessun campo di indagine è costituito da semplici fatti che bisogna ricostruire ma che esistono sempre una varietà di approcci e modelli teorici che danno origini a tipi di analisi molto diverse. Nella maggior parte dei casi, una tesi di laurea è una meta-scrittura. E’ una scrittura che si riferisce sempre ad altre scritture e ne prende spunto per iniziarne un’altra. Tradotto in termini più concreti, i protocolli o codici fondamentali della scrittura saggistica (o produzione scientifica universitaria, come è anche oggi chiamata) sono il riferimento bibliografico e la citazione. Ovvero tutto quello che dite nella tesi dev’essere sostenuto da citazioni bibliografiche. Altrimenti, il lettore può giustamente domandarvi: come lo sai? Chi lo dice?
Qui non stiamo parlando ovviamente della questione della consistenza delle formule usate per citare (che sono protocolli formali molto importanti che bisogna seguire), ma del tessuto stesso della tesi che parla e si riferisce continuamente ad altri testi, vi si appoggia, sempre rimanda ad altre scritture. Quello che è originale e singolare è la domanda che si pone (la cosiddetta ‘research question’) e la selezione di testi o anche campi di riferimenti bibliografici che si prendono in considerazione.
Uno dei problemi fondamentali che gli studenti della triennale incontrano nel cominciare a scrivere una tesi è il problema di riuscire a capire che ‘la tesi non è un tema’. Cioè la modalità di scrittura della tesi non è quella dell’elaborazione personale di un concetto o un’idea in modo da stimolare la capacità d’espressione linguistica. Un tema parte di solito da una traccia che procede a sviluppare in modo personale, concentrandosi soprattutto sulla correttezza e sulla fluidità della lingua italiana, ma senza coinvolgere in maniera sostanziale un lavoro di ricerca su testi di altro genere.
La tesi (o tesina come dovrebbe essere più correttamente chiamata viste le sue scarse dimensioni) è invece fondamentalmente un lavoro di ricerca e di elaborazione di testi teorici che sono specifici all’argomento trattato. Essa infatti presuppone che il tesista abbia già passato molto tempo prima di scrivere a ricercare, catalogare ed assorbire testi e citazioni attorno a un determinato argomento.
Insomma prima di mettersi a scrivere bisogna prima, come detto già in questo blog, trovare i testi giusti; poi bisogna leggerli con grande cura e costruire un piccolo database che ne includa tutti I dettagli (autore, titolo, anno di pubblicazione, luogo di pubblicazione, casa editrice) e che soprattutto includa le citazioni fondamentali, e le vostre note sull’argomento.
Insomma a differenza che per un tema, prima di apprestarsi a scrivere la tesi bisogna studiare, e assicurarsi di aver ben compreso I testi.
E’ solo in un secondo momento dunque che ci si può apprestare a mettere mano alla tesi, e anche qui, prima di scrivere bisogna assicurarsi di avere ben pensato la struttura sia della tesi in generale, ma soprattutto del capitolo che si sta per scrivere.
A differenza che nel tema, nella scrittura saggistica che contraddistingue la tesi, è molto importante non fare affermazioni generalizzate e vaghe. Tutto quello che si dice, specialmente se si tratta di affermazioni molto perentorie (Iimedia manipolano le masse; la tecnologia sta invadendo le nostre vite; etc etc), va assolutamente supportato con l’ausilio di riferimenti bibliografici. Anzi possiamo dire che è proprio l’uso delle fonti e dei riferimenti bibliografici a costituire il tratto essenziale della tesi che in ultima analisi non è altro spesso, e certamente a questo livello base, che un confronto ed una esposizione di testi teorici.
A questo punto, quelli di voi che hanno scelto di occuparsi di un testo specifico (letterario, televisivo, cinematografico) si potrebbero domandare: come si fa a produrre un’analisi o lettura che sia originale e personale di un determinato testo se si deve sempre partire da un testo teorico?
La sfida è proprio questa: produrre una prospettiva e un’analisi personale che usi creativamente e in maniera appropriata i testi teorici, che se ne serva per produrre qualcosa di più di una semplice opinione personale o un esercizio di scrittura libera.
A questo punto capisco che qualcuno di voi potrebbe anche sentirsi confuso, quindi se volete potete lasciare delle domande nei commenti.