Tesi in Sociologia delle Comunicazioni

Un blog aperto a titolo personale da Tiziana Terranova per informare aspiranti e correnti tesisti in sociologia delle comunicazioni, Università degli Studi di Napoli, L'Orientale
venerdì, 09 gennaio 2009

passa la gelmini

un messaggio di piero bernocchi dei cobas scuola

Comunicato-stampa
>
> Gelmini completa l'opera bastonando l'Università
>
> Per chi, in buona fede, si era illuso, o aveva cercato di
> truffare il popolo della scuola pubblica, sostenendo che
> Gelmini aveva fatto marcia indietro, oggi l'approvazione
> del decreto sull'Università fa cadere ogni
> mascheramento. Gelmini, dopo aver cancellato l'ottimo
> modello didattico della scuola elementare, confermato tutti
> i tagli alla scuola voluti da Tremonti e ridicolizzato
> l'istruzione con i grembiulini e i voti in condotta
> "boccianti", ha completato l'opera sferrando
> una poderosa bastonata anche all'Università. Secondo la
> cialtronesca teoria scolastica berlusconiana, il decreto di
> oggi "valorizza il merito, premia i giovani e la
> gestione virtuosa degli atenei e introduce trasparenza nei
> concorsi universitari", tramite una serie di
> provvedimenti spacciati per "anti-baroni", con un
> fumo mediatico che supera persino quello delle
> "grembiulate". In realtà si confermano sia le
> drastiche riduzioni di finanziamenti alle Università sia il
> blocco delle assunzioni e la non sostituzione di chi andrà
> in pensione. Il sedicente "premio alle gestioni
> virtuose" non è che un piccolo sconto di tagli: mentre
> la metà delle Università potrà sostituire solo il 20%
> degli insegnanti che andranno in pensione, l'altra metà
> (quella "virtuosa") ne potrà sostituire il 50%,
> perdendo però l'altro 50%. Grottesca poi la norma
> "anti-baroni fannulloni", fermo restando che i
> "baroni" (gli ordinari) sono il 3-4% dei circa
> sessantamila docenti dell'Università. La valutazione
> dell'impegno avverrà solo sulla base delle
> pubblicazioni: chi non ne farà, vedrà ridursi gli aumenti
> biennali dell'8% della metà. In pratica perderà dai 30
> ai 90 euro al mese: una cifra grottesca per i
> "baroni" che con una minima perdita salariale
> potranno cessare di pubblicare e ancor più trascurare del
> tutto insegnamento, esami, ricevimento studenti, lavoro per
> le tesi, partecipazione all'organizzazione del lavoro
> universitario, visto che queste attività vengono
> considerate zero. Il messaggio per i giovani ricercatori
> (circa 20 mila) e aspiranti docenti è micidiale:
> fregatevene del vero lavoro di insegnamento, pensate solo
> alle pubblicazioni. Se si tiene conto che decine di migliaia
> di corsi sono tenuti presochè gratuitamente da queste
> figure oramai dominanti all'università il tracollo di
> gran parte dei corsi è garantito. Tanta devastazione lascia
> del tutto indifferente l'opposizione parlamentare, come
> già le precedenti leggi gelminiane: le obiezioni della
> ministra-sempre più ombra Garavaglia, e dei suoi collegi
> della finta-opposizione di centrosinistra, riguardano solo
> "il ricorso ai decreti o lo strozzamento" del
> dibattito". Il popolo della scuola pubblica, purtroppo,
> può contare solo su se stesso: e per questo, mantenendo
> l'unità tra scuola e Università, tra studenti,
> insegnanti e cittadini, deve rapidamente riprendere, con
> ancora maggior forza, le mobilitazione per impedire la
> defintiva distruzione della scuola e Università pubbliche.
>
> Piero Bernocchi portavoce nazionale dei COBAS della
> scuola

postato da: terranovaorient alle ore 07:39 | link | commenti | commenti
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