Tesi in Sociologia delle Comunicazioni

Un blog aperto a titolo personale da Tiziana Terranova per informare aspiranti e correnti tesisti in sociologia delle comunicazioni, Università degli Studi di Napoli, L'Orientale
sabato, 28 marzo 2009

mi devo laureare!

in questi giorni sono stata sottoposta a ripetute pressioni da parte di studenti, che magari hanno chiesto la tesi molto tempo fa, e che dopo un periodo di lunga latitanza si presentano quindici giorni prima della scadenza del termine di presentazione delle domande di laurea, pretendendo riscontri immediati e a tambur battente da parte mia.

Chiariamo le cose dunque.

I calcoli e le aspettative dello studente di laurearsi entro un certo periodo, per motivi magari validissimi, sono normali, ma non possono essere imposti al docente. Se avete queste esigenze, se già sapete di non potere permettervi di pagare un anno di tasse in più o se avete altri progetti tipo partenze, corsi etc, dovete organizzare i vostri tempi di lavoro per rispettarle, e non pretendere che il docente si adatti alle vostre esigenze di laurearvi in fretta.

Tenete conto che ci vogliono almeno (minimo) due/tre settimane di letture intensive; dopodichè ogni capitolo ha bisogno di solito di essere rivisto almeno due volte dal vostro tutor. La correzione del capitolo può prendere da sette a quindici giorni (feste escluse), in quanto il vostro tutor non è un programma automatico che sta tutto il giorno al computer a ricevere email, leggere capitoli, e rimandarli indietro ma è anche impegnato con corsi, riunioni, seminari, convegni e ricerche varie (per non parlare delle altre tesi). Quindi dovete calcolare almeno due/tre mesi di lavoro attivo e intenso sulla tesi. Ovviamente i tempi della tesi specialistica sono ancora più lunghi.

Inoltre le scadenze ufficiali dell'università vanno rispettati, non ha senso per me che si consegni una tesi non pronta (che firmando il documento dichiaro essere pronta) e che poi potrebbe andare in tutti i modi.

Quindi per favore non venite a chiedermi di 'farvi laureare' se non avete voi stessi prestato abbastanza attenzione ai tempi della tesi.
postato da: terranovaorient alle ore 11:27 | link | commenti | commenti
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sabato, 26 gennaio 2008

scrivere una tesi....

Cominciare a scrivere un lavoro di tesi per voi studenti che non avete scritto quasi niente negli ultimi tre anni durante i quali avete per lo più letto non sarà facile.
Ovviamente ci sono anche studenti particolarmente dotati che riusciranno prima a entrare nella modalità di scrittura di una tesi di laurea. La tesi di laurea segue tutta una serie di regole più o meno implicite di scrittura che la rendono molto diversa da un tema e anche molto diversa dallo stile giornalistico. Questo significa che imparare a scrivere in questo stile sarà per molti forse equivalente allo sforzo dello studente mancino a cui viene forzatamente imposto di scrivere con la destra. Non viene, la mente non è abituata, continua a sbagliare tono e si soffre anche un pò. Come lo so? Lo vedo succedere continuamente. Tuttavia per quanto doloroso, troverete una volta che avrete imparato a entrare nello stile, che dà molte soddisfazioni. Perché non è solo uno stile, è un modo di pensare e di ragionare molto cauto, ponderato ma che può anche essere molto espressivo e addirittura poetico.

In primo luogo, la premessa inesorabile che nessun campo di indagine è costituito da semplici fatti che bisogna ricostruire ma che esistono sempre una varietà di approcci e modelli teorici che danno origini a tipi di analisi molto diverse. Nella maggior parte dei casi, una tesi di laurea è una meta-scrittura. E’ una scrittura che si riferisce sempre ad altre scritture e ne prende spunto per iniziarne un’altra. Tradotto in termini più concreti, i protocolli o codici fondamentali della scrittura saggistica (o produzione scientifica universitaria, come è anche oggi chiamata) sono il riferimento bibliografico e la citazione. Ovvero tutto quello che dite nella tesi dev’essere sostenuto da citazioni bibliografiche. Altrimenti, il lettore può giustamente domandarvi: come lo sai? Chi lo dice?
Qui non stiamo parlando ovviamente della questione della consistenza delle formule usate per citare (che sono protocolli formali molto importanti che bisogna seguire), ma del tessuto stesso della tesi che parla e si riferisce continuamente ad altri testi, vi si appoggia, sempre rimanda ad altre scritture. Quello che è originale e singolare è la domanda che si pone (la cosiddetta ‘research question’) e la selezione di testi o anche campi di riferimenti bibliografici che si prendono in considerazione.
postato da: terranovaorient alle ore 13:04 | link | commenti | commenti
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domenica, 20 gennaio 2008

LA TESI NON E' UN TEMA!

Uno dei problemi fondamentali che gli studenti della triennale incontrano nel cominciare a scrivere una tesi è il problema di riuscire a capire che ‘la tesi non è un tema’. Cioè la modalità di scrittura della tesi non è quella dell’elaborazione personale di un concetto o un’idea in modo da stimolare la capacità d’espressione linguistica. Un tema parte di solito da una traccia che procede a sviluppare in modo personale, concentrandosi soprattutto sulla correttezza e sulla fluidità della lingua italiana, ma senza coinvolgere in maniera sostanziale un lavoro di ricerca su testi di altro genere.

La tesi (o tesina come dovrebbe essere più correttamente chiamata viste le sue scarse dimensioni) è invece fondamentalmente un lavoro di ricerca e di elaborazione di testi teorici che sono specifici all’argomento trattato. Essa infatti presuppone che il tesista abbia già passato molto tempo prima di scrivere a ricercare, catalogare ed assorbire testi e citazioni attorno a un determinato argomento.

Insomma prima di mettersi a scrivere bisogna prima, come detto già in questo blog, trovare i testi giusti; poi bisogna leggerli con grande cura e costruire un piccolo database che ne includa tutti I dettagli (autore, titolo, anno di pubblicazione, luogo di pubblicazione, casa editrice) e che soprattutto includa le citazioni fondamentali, e le vostre note sull’argomento.

Insomma a differenza che per un tema, prima di apprestarsi a scrivere la tesi bisogna studiare, e assicurarsi di aver ben compreso I testi.

E’ solo in un secondo momento dunque che ci si può apprestare a mettere mano alla tesi, e anche qui, prima di scrivere bisogna assicurarsi di avere ben pensato la struttura sia della tesi in generale, ma soprattutto del capitolo che si sta per scrivere.

A differenza che nel tema, nella scrittura saggistica che contraddistingue la tesi, è molto importante non fare affermazioni generalizzate e vaghe. Tutto quello che si dice, specialmente se si tratta di affermazioni molto perentorie (Iimedia manipolano le masse; la tecnologia sta invadendo le nostre vite; etc etc), va assolutamente supportato con l’ausilio di riferimenti bibliografici. Anzi possiamo dire che è proprio l’uso delle fonti e dei riferimenti bibliografici a costituire il tratto essenziale della tesi che in ultima analisi non è altro spesso, e certamente a questo livello base, che un confronto ed una esposizione di testi teorici.

A questo punto, quelli di voi che hanno scelto di occuparsi di un testo specifico (letterario, televisivo, cinematografico) si potrebbero domandare: come si fa a produrre un’analisi o lettura che sia originale e personale di un determinato testo se si deve sempre partire da un testo teorico?

La sfida è proprio questa: produrre una prospettiva e un’analisi personale che usi creativamente e in maniera appropriata i testi teorici, che se ne serva per produrre qualcosa di più di una semplice opinione personale o un esercizio di scrittura libera.

A questo punto capisco che qualcuno di voi potrebbe anche sentirsi confuso, quindi se volete potete lasciare delle domande nei commenti.
postato da: terranovaorient alle ore 11:12 | link | commenti | commenti
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martedì, 06 novembre 2007

riferimenti bibliografici

Una componente fondamentale della scrittura accademica è il sistema di note e riferimenti che permettono al lettore di seguire e verificare le fonti usate nel corso della ricerca. E' importantissimo dunque non solo assicurarsi di citare sempre le fonti da cui si ottengono informazìoni, idee e citazioni, ma anche farlo nel modo giusto.

Il 'referencing style' più semplice e quello che raccomando ai miei studenti è l'Harvard style (autore+data).

L'Harvard style si compone di due momenti:

a. La bibliografia generale
che si trova alla fine della tesi composta da una lista dei libri utilizzati in ordine alfabetico.

Per i volumi scritti da un solo autore:
Cognome, Nome (anno) Titolo (in corsivo). Luogo di pubblicazione: Casa Editrice

es.
Ashby, W. Ross (1957) An Introduction  to Cybernetics. London: Chapman  & Hall.

Se si tratta di una nuova edizione di un vecchio testo, aggiungere la data della pubblicazione originale alla fine:

Rheingold, Howard (2000) Tools for Thought: The History and Future of Mind-Expanding Technology (Cambridge, Mass: The MIT Press, c1985

Per gli articoli contenuti in raccolte di saggi:

Tetzlaff, David  (2000) "Yo-Ho-Ho and a Server of Warez: Internet Software Piracy and the New Global Information Economy." In A. Herman and T. Swiss (eds.) The World Wide Web and Contemporary Cultural Theory. London and New York : Routledge

o riviste accademiche

Hesmondalgh, David (1999) "Indie: The Aesthetics and Institutional Politics of a Popular Music Genre", in Cultural Studies 13,1: 34-61 (January 1999).

Oppure nel caso di riferimenti web (da limitare su questo scriverò un post prossimamente)

Cognome, Nome (anno) Titolo (in corsivo). sito web, data di pubblicazione e data in cui avete visionato o scaricato l'articolo

Blakemore, Michael and Roger Longhorn (2001) “Communicating Information about the World Trade Center Disaster: Ripples, Reverberations, and Repercussions” in First Monday, volume 6, number 12 (December 2001), (http://firstmonday.org/issues/issue6_12/blakemore/index.html (last accessed 22.08.2003)

b. citazioni e riferimenti all'interno della tesi:

basta usare la tecnica autore data e pagina (la pagina solo se vi state riferendo a dei passi specifici dell'articolo).

p.e.

Secondo recenti studi sullo scambio di materiali piratati in rete (vedi Teztlaff 2000), ....

oppure

Come sostiene Howard Rheingold a proposito della macchina di Turing (vedi Rheingold 2000, pp. 4-16)

Se si usa una citazione intera, allora la si formatta e poi si aggiunge sotto la citazione:

                            citazione citazione citazione citazione citazione citazione citazione citazione
                            citazione citazione citazione citazione citazione citazione citazione citazione
                            citazione citazione citazione citazione citazione citazione citazione citazione
                            (Rheingold 2000, p. 53)

se ci sono domande lasciatele pure nei commenti
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venerdì, 19 ottobre 2007

Pianificare una tesi...

La tesi di laurea triennale è in realtà qualcosa di molto limitato, diciamo che la maggior parte delle tesi variano da un minimo di 30 a un massimo di 100 pagine (ovviamente font 12 di un carattere leggibile e una spaziatura di 1.5 o addirittura 2).

Attenzione: questo punto, quello della lunghezza della tesi, è molto controverso. Ci sono commissioni che insistono che la tesi triennale debba essere un massimo di 30 pagine e altre per cui anche 150 vanno bene. Tutto ciò è un pò una lotteria, e la facoltà dovrebbe chiarificarlo.

Insomma non avete molto spazio, è una piccola tesi che si scrive in un tempo limitato (un minimo di 3 mesi se siete bravissimi e lavorate sodo, più realistico è parlare di sei mesi o un semestre e se ci sono impedimenti anche un massimo di un anno).

Importantissimo è dunque pensare e lavorare bene a come pianificare la scrittura.
Il primo passo è la costruzione di un indice, cioè di una struttura generale della tesi che fondamentalmente riguarda la divisione in capitoli e la determinazione del contenuto di ogni capitolo. Per una tesina di questo genere parliamo di solito di tre capitoli, più una introduzione e una conclusione (che di solito si scrivono alla fine quando ormai si sa bene che cos'è che bisogna introdurre e concludere).

Prima di iniziare cimentatevi dunque a pensare come potete suddividire la tesi. Quali sono i titoli dei capitoli? E' realistico quello che vi proponete di fare in ogni capitolo? L'argomento dei capitoli dev'essere chiaro in modo tale che quando passate allo stadio successivo,, cioè il lavoro sul singolo capitolo, non finite nella classica trappola della frammentazione e dell'accumulazione di frammenti. Ogni capitolo è un piano di scrittua ben definito e deve avere una sua linea argomentativa che presenta a sua volta tutta una serie di possibili collegamenti e relazioni con gli altri capitoli.

Quando pianificate i singoli capitoli, poi, concentratevi in anticipo sulla struttura interna della tesi che volete portare avanti e che il capitolo sia coerente. L'errore più comune è di cercare di inserire troppe informazioni e suddividere ogni capitolo in una molteplicità di paragrafi che rischiano di restare appesi in un effetto collage che a livello della tesi non è molto convincente. E' molto meglio approfondire un singolo argomento che saltellare di qua e di là cercando di coprire tutto. Qual'è il filo rosso che attraversa ogni capitolo? State esplorando e definendo un concetto specifico (per esempio la macchina cibernetica, o la letteratura accademica sul fenomeno della fan culture, etc), oppure conducendo un'analisi puntuale di un aspetto di un certo testo o prodotto culturale (per esempio il tropos del corpo femminile in un film, la comunicazione semiotica di una certa sottocultura etc)?

Insomma passate un pò di tempo, quanto necessario, a pianificare la tesi e i capitoli e il tutto vi risulterà molto più facile.
postato da: terranovaorient alle ore 10:14 | link | commenti (1) | commenti (1)
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